La mia preghiera

Agli occhi di Dio
la mia malattia è la mia preghiera,
non fatta di parole solenni
né di inni elevati verso il cielo,
ma di giorni lenti,
di attese silenziose,
di passi trattenuti dal dolore.

È un filo di vento tra le foglie,
quasi invisibile agli occhi del mondo,
eppure capace di attraversare i boschi
e raccontare al cielo la sua presenza.

Ogni ferita è una sillaba,
ogni stanchezza una parola segreta,
ogni notte insonne una candela accesa
davanti all’altare del mistero.

Quando il corpo si piega
e l’anima cerca la luce,
Dio ascolta ciò che nessuna voce pronuncia:
il battito paziente della sofferenza,
il coraggio nascosto di chi continua a sperare.

Così la mia malattia sale a Lui,
leggera come il vento,
umile come una foglia che trema,
vera come una lacrima custodita nel cuore.

E nel grande silenzio dell’eternità
diventa preghiera,
diventa canto,
diventa incontro.

Perché agli occhi di Dio
anche il dolore che non sa parlare
trova una strada verso il cielo,
come un filo di vento tra le foglie.

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