Il Corpo Come Tempio dell’Anima

Oggi mi sorprende una consapevolezza semplice e immensa: un giorno non saremo più corpo, non saremo più questo involucro che ci accompagna, con le sue forze e le sue fragilità. Saremo energia, saremo anima, saremo ciò che resta quando tutto il resto si dissolve.

Ma oggi sì, oggi abbiamo un corpo. E proprio perché lo abbiamo, sento che è un dovere sacro utilizzarlo al massimo delle nostre possibilità. Non per correre più veloce degli altri, non per dimostrare qualcosa al mondo, ma per compiere il gesto più umano e più spirituale che esista: condividere amore.

Il corpo è la mano che si tende, la voce che consola, la presenza che rassicura. La mente è il luogo dove si forma il pensiero, dove si sceglie la direzione. Il cuore è la radice, la sorgente, il punto da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.

Quando corpo, mente e cuore si connettono, nasce una forma di vita che non è solo sopravvivenza: è presenza. È un modo di stare nel mondo che non spreca il tempo, che non si nasconde dietro la paura, che non si arrende alla fragilità. Anzi, la fragilità diventa il punto esatto in cui l’anima si fa visibile.

Sento che il corpo è un tempio, e che ogni gesto che compio attraverso di esso è un atto sacro. Anche il più piccolo. Anche il più quotidiano. Perché l’amore, quando passa attraverso un corpo, diventa reale. Diventa tangibile. Diventa umano.

E forse siamo qui per questo: per rendere l’amore visibile.

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