“Ce la fai da solo”.

Oggi ho capito una verità che non posso più ignorare:
non devo fidarmi dei pensieri che mi dicono “ce la fai da solo”.
Devo fidarmi delle persone che vengono ad aiutarmi, di chi è lì per sostenermi quando il corpo non regge.

Eravamo appena rientrati dalla farmacia.
Dovevo trasferirmi dalla carrozzina verticalizzante alla sedia a rotelle.
Un gesto che la mente considera semplice, quasi automatico, ma che il corpo — chiuso in casa da giorni — non sempre riesce a sostenere.

Mi sono aggrappato al manicotto, ho sollevato le gambe, e per un attimo ho creduto di farcela.
Poi, nel momento decisivo, quando dovevo distendermi completamente, la gamba ha ceduto.
Un cedimento piccolo, ma sufficiente a farmi capire che stavo andando giù.

Solo l’intervento di Daniela, l’OSS che mi hanno assegnato, ha fermato la caduta.
Mi ha trattenuto, mi ha bloccato, ma non aveva abbastanza forza per riportarmi sulla carrozzina.
Così le ho chiesto con calma di accompagnarmi a terra: meglio scendere in sicurezza che rischiare un colpo inutile.

Una volta a terra abbiamo aspettato mio padre, e insieme mi hanno sollevato e rimesso al sicuro.
Tutto si è risolto, sì, ma quel momento mi ha insegnato qualcosa che vale più di mille tentativi.

Da oggi farò ogni movimento in sicurezza, senza ostinarmi a dire “faccio io”.
Quando ci sono persone che mi aiutano, mi affiderò completamente a loro.
Perché basta un cedimento, un millimetro di instabilità, e la mente si arrende alla verità del corpo.

È un nuovo modo di vivere: più prudente, più consapevole, più sincero con me stesso.

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