Ieri, giorno di Ferragosto, abbiamo condiviso il pranzo con alcuni parenti. Oggi, domenica, gli stessi volti tornano a sedersi alla nostra tavola, come se non il tempo avesse deciso di ripetersi con una lieve variazione di luce.
Avevo programmato di andare al cimitero, di salutare mamma, di portarle quel pensiero che ogni tanto diventa più urgente del resto. Ma come accade ormai da tempo, il caldo pesa come una mano ferma sulla spalla, e il mio corpo non vuole muoversi, non vuole uscire, non vuole affrontare il mondo esterno. La mente vorrebbe andare, compiere quel gesto, ma il corpo dice no, fermati.
E io devo ascoltarlo.
Perché se mente e corpo non trovano un accordo, non ha senso forzarli. Non si può fare la guerra dentro di sé: devono vivere in armonia, devono parlarsi, devono rispettarsi. Quando uno dei due si oppone, andare contro diventa inutile e persino dannoso.
Così resto qui, in questa domenica che assomiglia a un respiro lento, e auguro a tutti una buona giornata, una buona domenica, qualunque forma abbia per ciascuno.

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