Oggi credevo fosse un giorno senza storia, un sabato immobile.
E invece, mentre ero già da un po’ in posizione verticale, con il corpo che ritrovava la sua antica altezza, sono arrivate due persone a me care.
Sono entrate in casa piano, come si entra in un luogo sacro, e quando mi hanno visto lì — in piedi, rizzante, presente — qualcosa nei loro occhi si è sciolto.
Li ho guardati: entrambi avevano gli occhi lucidi.
Non era solo sorpresa, non era solo emozione.
Era la testimonianza viva di quanto questo mio percorso tocchi anche loro, di quanto ogni mio passo, ogni mio rialzarmi, sia un dono condiviso.
In quel momento ho capito che anche un sabato apparentemente vuoto può contenere un miracolo piccolo e silenzioso:
la commozione di chi ti vuole bene, la bellezza di essere visti mentre torni a essere te stesso.

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