Anche oggi, mercoledì, la giornata è scivolata via con una calma consigliata, quasi morbida.
La sveglia con Ignazio ha un ritmo diverso, un’attenzione nuova: non è la stessa di prima, e proprio per questo porta un piccolo soffio di cambiamento.
Ho riprovato la sedia verticalizzante.
Per ora mi concedo dieci minuti: un tempo breve ma prezioso, sufficiente per sentire il corpo risvegliarsi e la testa cominciare a stancarsi. Quando arriva quel segnale, mi fermo. Ascolto. Mi rispetto.
Dieci minuti oggi, forse undici domani, poi dodici.
Un passo alla volta, come si fa con le cose importanti: senza fretta, senza forzare, lasciando che il corpo impari di nuovo la sua strada verso l’alto.

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