Il Corpo che Si Risveglia

Il lunedì mattina arriva sempre con quel passo un po’ incerto, come se dovesse ricordarmi che la domenica di digiuno lascia un’ombra sul corpo. È una scelta che ormai fa parte di me: lasciare riposare la pancia, darle tregua, darle ordine. Ma il corpo, si sa, è un animale sensibile: senza cibo per un giorno intero, le energie si assottigliano, si muovono lente, quasi timide.

Così il lunedì diventa un piccolo ostacolo da superare. Non è dramma, non è fatica estrema: è solo quel momento in cui bisogna riaccendere il ritmo, rimettere in moto la macchina. Il pranzo, come sempre, porta le uova del lunedì, una tradizione che non cambia mai, un punto fermo nella settimana.

Poco fa ho finito la fisioterapia con Bruno: un lavoro paziente, preciso, che mi rimette in asse. Ora la casa è tornata quieta. Ho acceso la TV, non tanto per seguirla davvero, quanto per avere una voce che accompagni il pomeriggio.

Qui accanto, come sempre, Eiko dorme. È un sonno che conosco bene, un sonno che riempie la stanza. Io gli ho appoggiato il piede sopra, leggero, come un contatto che non vuole disturbare ma solo dire: sono qui. Credo che a lui piaccia questa presenza.

Il resto del giorno scorre così, senza scosse, senza eventi straordinari. Una normalità che, raccontata, diventa quasi tenera.
Buon proseguimento a chi legge, a chi vive questi lunedì un po’ storti ma sempre pieni di vita.

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